IL GIULLARE DEI SENSI 

 

Prima (parte) narrazione

 

Gira per il mondo. Ascolta. Vive. Racconta. 
In esclusiva Nazionale il Gruppo Art'InScena è ben lieto di presentarvi 3 favolosi racconti de Il Giullare dei Sensi. 
Ogni aspetto delle umane passioni vien da lui indagato. 
I rapporti amorosi, la ricerca del piacere dei sensi, la perdita di se stessi o la consapevolezza dei vuoti interiori. 
In questo primo racconto il nostro profondo conoscitore dell’animo umano ci guiderà attraverso i sentieri di Don Giovanni ed il perenne soddisfacimento del proprio Ego. 
A cosa condurrà questa ossessiva ricerca? Venite a teatro, Il Giullare dei Sensi lo sa…!


 

 

 

 

 

47 MORTO CHE PARLA

di Totò/Petrolini

 

In un paese non meglio definito l'avarissimo barone Antonio Peletti ha ereditato dal padre una cassetta contenente monete preziose e gioielli dal valore altissimo.

Nel testamento il defunto aveva espresso la volontà di devolvere metà del patrimonio al comune affinché venisse costruita una scuola, mentre l'altra metà passerebbe a suo figlio, Gastone, innamorato della cameriera Rosetta. Ma il barone Peletti, pur di non separarsi dal tesoro, nega di averlo mai ritrovato e in questo modo asserisce di non poter donarne la metà al comune.

La scuola però dovrebbe essere costruita subito e, per riuscire a sapere dove il riccone tiene nascosto il suo tesoro, gli amministratori comunali, con un'efficace messinscena e l'aiuto di una compagnia teatrale, gli fanno credere di essere morto e di trovarsi nell'aldilà.

Perciò, credendo di essere morto e dietro la minaccia di terribili punizioni per la sua avarizia in vita, Peletti rivela il nascondiglio del tesoro. Ma l'imbroglio viene presto scoperto dal barone che medita di rendere pan per focaccia ai suoi concittadini.

Quando il barone Antonio insegue l'attrice Marion Bonbon, che avida, ha prima aiutato i concittadini del barone ad ingannarlo per poi fuggire con il colonnello Bertrand de Tassigny verso Parigi con la cassetta, sale con essi sulla mongolfiera che li dovrebbe portare a Parigi. Durante la lite viene costretto a gettare in mare la cassetta, rassegnato alla definitiva perdita della fortuna.

Dopo essere "naufragato" torna  al paese proprio durante la cerimonia di inaugurazione della scuole alla quale i concittadini hanno applicato un busto del barone. Il finale è di lieto fine.

 

Il nostro allestimento prevede numerosi cambi di scena con l’ausilio di musiche di ragtime eseguiti da maschere della commedia dell’arte e scenografie mobili. Lo spettacolo è esilarante e adatto ad ogni età.

 

 

 

 

 

 

DITEGLI SEMPRE DI SI

di Eduardo De Filippo

 

Michele, dopo un anno di manicomio, ritorna a casa dalla sorella Teresa, “quasi” guarito. La sua mente trasforma in realtà semplici  idee o sogni.

Così fa vincere al lotto un povero diavolo, o invia una corona da morto a un suo caro amico vivo e vegeto. Vi è un susseguirsi di situazioni paradossali ed estremamente comiche in cui vengono coinvolti i vari personaggi  come Luigi , il poeta/attore/ pittore bohemien,la sua amata  Evelina che ha come padre Giovanni, padrone di casa di Teresa, che osteggia questo amore, il morto redivivo Vincenzo con la moglie Saveria, il truffatore Ettore , vincitore del Lotto mancato, con la sua fidanzata Olga, il medico Croce che avventatamente dimette  dal manicomio Michele,la sorella di Vincenzo ,Rosaria, che in seguito alle fantasie di Michele, fa pace con il fratello dopo anni di liti, il fioraio che si trova immischiato in una situazione “pazzesca” e infine le due cameriere Checchina e Filomena  che praticamente reggono il sipario di questa storia .

 

 

 

 

 

DONNACCE  

di G. Clementi

 

E’ incentrata sulla spontaneità e la generosità popolare contrapposta alle maschere, false, del perbenismo, dei benpensanti, la commedia “Donnacce” in quasi due ore, giocando sulla diversità dei linguaggi, sui modi di vivere diversamente la vita da parte dei tre protagonisti, racconta della romanissima Tullia, in arte Sofia Loren, paurosa, senza sogni e illusioni, con i suoi gusti pacchiani e di Tindara, sicilianissima, detta Occhibeddi, una visionaria, ingenua e con un italiano storpiato, due signore di mezza età che hanno dedicato gran parte della loro vita alla pratica della professione più antica del mondo e che convivono in un appartamento di un palazzo della periferia romana, dividendo l’affitto.
Le due, per l’età e per la crisi di un mercato ormai governato da rampanti ragazze dell’est e trans brasiliani (come Terezinha che vive ed “Esercita” nello stesso palazzo), raccolto un discreto gruzzolo hanno deciso di andare in pensione e sono in procinto di partire in aereo per una vacanza in Egitto, una settimana All-inclusive a Sharm El Sheik. Proprio quando le due “peripatetiche” stanno preparando le valigie, discutono del loro peso e contenuto ed attendono chi le accompagni in aeroporto ecco l’imprevisto: un uomo seminudo, con indosso calze a rete e il volto coperto da una maschera sadomaso precipita nel loro balconcino e da quel momento i loro progetti cambiano. 

 

 

 

 

 

IL GIULLARE DEI SENSI

 

Seconda (parte) narrazione

 

Ritorna Il Giullare dei Sensi, per una nuova indagine sulle passioni e le bramosie che muovono gli uomini. 
Cosa ci spinge tra le braccia di una persona o l'altra? 
E il  tradimento? 
Possono bastare elisir, pilloline, bon bon, a farci perdere la testa? 
Venite a teatro, Il Giullare dei Sensi lo sa…!

 

 

 

 

 

HOSTESS

di R.D’Alessandro e

A. Calabrese

 

 Hostess è una commedia esilarante che tratta dei temi attuali in modo originale sempre all'insegna di una coinvolgente comicità e con dei colpi di scena ricchi di pathos, ed è per questo che, appena l'ho letta, è stato amore a prima vista.

    Beatrice, Karin, Teresa e Diana sono quattro hostess della Candy Airlines, che si trovano loro malgrado, insieme, sul volo CA6252, ciascuna con il proprio carattere, a fare i conti con le paure, le speranze, e le ansie che ognuno di noi si porta dentro, "insieme" dovranno affrontare un volo apparentemente di routine, ma che si rivelerà pieno di sorprese….

    Nonostante tutte le diversità, i conflitti, le difficoltà che dovranno affrontare, sapranno ritrovarsi e ritrovare la loro passione per l'amore, il volo, la vita….cosa ci può essere di più in una storia?

    A far decollare la commedia hanno contribuito i brani straordinari composti ed arrangiati da Valerio Gallo Curcio, a cui va il mio speciale ringraziamento.

 

 

 

 

 

 

AGOSTINO

(contro tutti)

Di Massimiliano Bruno

con Deborah Caroscioli

 

La periferia di Roma, come quella di Milano, Napoli e Palermo, nasconde realtà estreme e storie amare come quella dell’operaio Agostino, raccontata da  Massimiliano Bruno (Autore e regista, tra gli altri, di film quali Il giorno più bello, Questa notte è ancora nostra,  Maschi contro femmine,  Nessuno mi può giudicare,  Viva l'Italia, Confusi e felici, Beata ignoranza, Io c'è) che, prendendo spunto da un fatto realmente accaduto, trasformano la singolare vicenda in una metafora paradossale... Un giorno, Agostino esce dal suo appartamento, situato al quarto piano di un palazzone a Tor Bella Monaca: è vestito in giacca e cravatta e insieme a sua moglie sta portando il figlio in chiesa per la prima comunione. Ma quando torna per festeggiare, si accorge che la sua chiave non apre più la porta. Gli hanno occupato casa, o meglio gliel’hanno rubata. E a nulla valgono le sue rimostranze presso le autorità: Agostino non ha nessun titolo per dimostrare che l’appartamento è suo. Come capita abitualmente nelle periferie italiane, dove vige la legge del Far West, il nostro ha dato, a suo tempo, ad un boss di quartiere, una buona uscita a fondo perduto, per prendere possesso di una casa popolare assegnata, negli anni ’70, a un signore ora deceduto, e ormai diventata vero e proprio “bottino di guerra”. Così, Agostino decide di riprendersela a modo suo. Occupa il pianerottolo insieme a tutta la sua famiglia e da quel momento in poi… comincia la sua battaglia personale.

Uno spettacolo pungente, amaro, ironico e con personaggi terribilmente attuali nella loro tragicomicità. Uno spaccato delle quotidiane ingiustizie che, proprio perché al limite del paradosso, diventano anche tanto divertenti. Un personaggio, quello di Agostino, che incarna tutti i personaggi che lo circondano, ad eccezione della sua famiglia, che non potrà mai far parte della massa…forse perché è l’unica cosa sua. L’unica cosa certa.

 

 

VADO PER VEDOVE

Di G.Marotta & B.Randone

 

Eduardo Palumbo ha creato , con vero spirito imprenditoriale e sfruttando il suo savoir faire, un’agenzia che va a caccia di vedove per ottenere le loro eredità. Con l’aiuto del “ giovine” di studio Gennaro e di un vero giovane ,desideroso di emergere, Cuviello  Eduardo segue sui giornali, l’unica notizia che lo interessa, la sezione necrologi. Si crea così una vorticosa girandola di vedove o…aspiranti vedove, Graziella, Adalgisa, Filumena e vi è anche la vedova Concetta che aspira ad essere, pur essendo sempre respinta , la “preferita” di Eduardo.Ma saranno le stesse “ conquiste” a dimostrare che non sono delle donnette sprovvedute , come lui pensa.

 

 

 

 

 

IL  SIGNOR

DI POURCEAUGNAC

Di Moliere

 

Il signor di Pourceaugnac, bizzarro ed arrogante damerino che può fregiarsi del titolo di Principe di Bratislava, ha deciso di prendere moglie e dopo un’oculata ricerca a distanza la sua scelta è ricaduta su Giulia , la figlia di Oronte, da lui creduto ingenuamente un ricco ed altolocato esponente della borghesia napoletana; in realtà le condizioni economiche di quest’ultimo sono tutt’altro che floride e, per tirare finalmente una boccata d’ossigeno, ha disperatamente bisogno di un buon partito con cui sistemare la propria unica figlia, nonostante quest’ultima sia da lungo tempo innamorata del giovane ed attraente Erasto, bellimbusto tanto ricco in ardore e sentimento, quanto sprovvisto di quattrini e titoli nobiliari. Dopo essersi fatto agghindare di tutto punto da un nugolo di domestici, il nostro dinoccolato signor di Pourceaugnac si mette in viaggio alla volta di Parigi per conoscere la sua promessa sposa: l’accoglienza che gli sarà tributata al suo arrivo sarà però decisamente diversa da quella che si aspettava, poiché un quartetto di machiavellici imbroglioni capitanato dall’astuto Sbrigani, illustre malfattore del mercato della Duchesca, e dalla verace Nerina, balia di Giulia ruffiana e focosa, ha in serbo per lui una ragnatela di inganni e trabocchetti orditi per dissuaderlo dai suoi propositi matrimoniali. Verrà così sottoposto alle cure forzate di un  medico  borioso e saccente, il quale con incredibile prosopopea stabilira’ che le sue condizioni di salute risultano critiche e gli infliggera’la tortura di un enorme clistere che lo saturerà di tutte le bruttezze del mondo;

Pourceaugnac riuscirà a darsi alla fuga e per scampare agli occhi indiscreti che si avventano su di lui, famelici ed ostinati, dai contorti meandri dei vicoli che serpeggiano tra i bassi parigini, indosserà degli improbabili travestimenti femminili, che gli frutteranno l’ arresto da parte di una coppia di poliziotti corrotti e scansafatiche. Al termine di queste rocambolesche disavventure il matrimonio non verrà celebrato e l’orgoglioso principe di Slovacchia diverrà lo zimbello ed il capro espiatorio di tutta Parigi, tanto che simbolicamente verrà messo alla gogna e letteralmente ricoperto di torte alla panna in un finale all’insegna di un umorismo tagliente e spassoso.

 

 

 

 

 

OPERA DONNA

da aa.vv.

è un progetto teatrale focalizzato sulla Donna… pensato, strutturato e costruito sulla sua Forza incredibile e  sulle sue piccole e grandi debolezze umane.

La Donna, nella millenaria Storia della cultura occidentale, è sempre stata protagonista, ma protagonista quasi sempre passiva in un Universo quasi completamente maschile, al punto che spesso le donne di cultura hanno dovuto adattarsi e mimetizzarsi ovvero crearsi delle nicchie proprie.

E quando – soprattutto dal Novecento in poi – hanno trovato lo spazio per la propria identità, la pervicace e testarda mascolinità della cultura circostante le ha spesso portate a posizioni di antagonismo.

Per questo, quando si ode di "spettacolo al femminile" generalmente ci si aspetta una sviolinata tardo dolce stil novo sulla Donna Amata, oppure una gagliarda cavalcata di Walchirie femministe…

…Assolutamente niente di tutto ciò!

OPERA DONNA  è un dialogo alla pari tra Donna e Uomo, incentrato sulle dinamiche più drammaticamente e poeticamente forti del loro rapporto.

Da un lato il momento oscuro, il momento in cui la bestia Uomo, persa la sua Umanità, si scaglia feroce sulla Donna oscurandone ragione e vita… una serie di voci di Donna che attraverso tristezza e dolore – ma anche leggerezza e ironia –  lanciano la loro voce al di là del muro…

Dall'altro la luce con cui queste Voci illuminano al di là del muro, giungendo a destinazione e trovando l'Uomo, quello vero, quello che con razionalità e amore si avvicina alla Donna ponendosi al suo fianco… non un passo avanti e non un passo indietro… non sopra o sotto, ma accanto a Lei.

OPERA DONNA è soprattutto uno spettacolo fatto di Arte pura: poesia, teatro, musica messe insieme in un caleidoscopio di sentimenti che vanno dal riso al sorriso fino alla riflessione, ma sempre con lo scopo principe di ogni rappresentazione… divertire e appassionare il pubblico.

 

 

 

 

IL MISTERO DELLA CIOCCOLATA

Da Quattrocchi e Cattivelli

Il mistero della Cioccolata è sostanzialmente un gioco.

Un gioco teatrale – essenzialmente – ma anche un gioco con la memoria,  con le suggestioni, con i colori e la musica.

Un gioco avvincente… un gioco intelligente… un gioco sorprendente… un gioco affascinante… un gioco – soprattutto – molto divertente.

Questo gioco è semplice, ma delle cose semplici conserva intatta la forza e la potenza narrativa.

La storia, infatti, si dipana su di un doppio piano sviluppato tra la realtà della faticosissima scalata di uno scrittore di serie B verso il superamento della peggiore crisi da blocco del foglio bianco della sua vita e la fantasia della vita dei suoi personaggi che prende forma di fronte al pubblico.

Due piani dapprima separati, poi sovrapposti ed infine così strettamente intrecciati da non far più percepire al pubblico il confine tra di loro.

Ciò che resterà come filo conduttore per il pubblico è solo il continuo e scoppiettante divertimento.

La vicenda infatti (anzi le vicende) sono una riuscita ed esilarante parodia di buona parte dei generi letterari e cinematografici del Novecento.

Il testo si sviluppa da diverse fonti di ispirazione coordinandosi in un unicum continuo di gag e situazioni brillanti. Senza nulla svelare per evitare fastidiosi spoiler sulla vicenda – che di base resta comunque un avvincente Mystery – il suo svilupparsi sul continuo paradosso e sul gusto della citazione e della comicità di  situazione assicura al pubblico un grande e conti o divertimento.

In effetti esiste una e una sola espressione di sfrenata fantasia narrativa paragonabile ed è il meraviglioso ed incredibilmente libero mondo delle storie a fumetti, soprattutto di quei grandi fumetti che hanno fatto la storia della graphic novel e della narrativa popolare del secolo da poco trascorso.

Ed è a quel meraviglioso mondo che si ispira la messa in scena dello spettacolo, sia nella forza dei suoi personaggi unici, che nel gusto del paradosso e del gioco anche scenico, con una strizzata d'occhio sia al fascino grafico del bianco e nero delle strip giornaliere che alla esplosione di colori delle tavole domenicali.

In questo gioco dal sapore forse un po' rétro, il XXI secolo porta la sua prorompente forza tecnologica di luci, colori e suoni perfetti per accompagnare la follia divertente di questa storia.

 

 

 

PENSIONE VIA VAI

regia di Gianni Pontillo

 

Siamo nel secolo scorso.

La stravagante proprietaria della pensione “VIA VAI”, nel cuore di Roma, fa di tutto per rendere gradevole ed efficiente l’atmosfera per gli amici e per i suoi ospiti.

Quando si trova costretta a sostituire il suo vecchio cameriere sordo, si rivolge ad una fidata Agenzia di collocamento che dovrà mandarle un valido sostituto.

L’arrivo di Felice (scambiato in rapida e comica successione per il dottore in visita a un cliente ammalato, per il padre siculo-americano di un promesso sposo, per il tizio che risponde a un annuncio di matrimonio e così via) dà luogo a tutta una serie di equivoci e scambi di persona che creeranno il caos.

Una commedia, brillante, come quelle che si scrivevano una volta.

 

 

 

 

 

SUGO FINTO

Di Gianni Clementi

 

Due sorelle zitelle, Addolorata e Rosaria, trascorrono la propria esistenza in un continuo ed esilarante scambio di accuse reciproche.La vita delle due sorelle procede stancamente, scandita dalle continue liti e incomprensioni, finchè un giorno Addolorata viene colpita da un ictus. Gravemente menomata è assistita da Rosaria, che finalmente può vendicarsi dei soprusi subiti per tutta la vita dalla sorella. Rosaria inizia così a raccontare quotidianamente, all’immobile e muta sorella, di come sta dilapidando il cospicuo tesoro accumulato in banca, in anni di sacrifici e lavoro. Addolorata, adotta contro la sorella l’unica arma che ancora le resta e inizia a rifiutare cibo ed acqua arrivando quasi allo stremo delle forze. Rosaria capisce allora che le rimane una sola strada: l’ennesima resa.

 

 

 

 

 

IL GIULLARE DEI SENSI

 

Terza (parte) narrazione

 

Ultimo appuntamento con Il Giullare dei Sensi. 
Una nuova storia di passioni, sensualità, amicizia, vuoti interiori, paura del tempo che inesorabilmente scorre…ma alla fine è il motore del mondo a trionfare…? 
Venite a teatro! Il Giullare dei Sensi lo sa…!

 

 

 

 

 

 

AMORI DA MORIRE

Interpretato e diretto da Gianni Pontillo

Con Deborah Caroscioli

 

Nelle camere di un hotel romano si intrecciano vite, amori e intenti criminali dei tre personaggi, uniti tra loro da legami forti come... un nodo scorsoio! Una commedia divertente capace di mettere a nudo le difficoltà all'interno e all'esterno della coppia. Un Valzer ballato in tre, dove le sorprese e i ripensamenti si susseguono senza soluzione di continuità, per approdare ad un finale senza dubbio inaspettato.

Una situation-commedy grottesca e solo apparentemente molto americana, ma in realtà vicinissima al nostro humor per le incredibili possibilità che offre agli attori ad uno scavo esilarante nella personalità del piccolo uomo universale. Nessuno dei tre sa riconoscersi una propria personalità autentica e trovano, proprio nei gesti estremi (gli improbabili tentati crimini), la verità di uno stato di interdipendenza del loro triangolo. Questa loro nevrosi sociale offre una vena aurifera di occasioni comiche eccezionali, attraverso le battute surreali e nel crescendo dello scambio dei ruoli nel corso della commedia, da tradito a carnefice, da amante a vittima, da idolo a desiderato defunto.

 

 

 

 

 

SAGGI FINALI DEGLI ALLIEVI DELL’ACCADEMIA DI TEATRO del TEATRO DAFNE

 

Un mese di spettacoli effettuati dai nostri numerosissimi e bravissimi allievi dai 5 anni in su.

Una carrellata di spettacoli molto diversi per genere e realizzazione che offrirà allo spettatore una visione degli attori di domani e agli allievi un banco di prova estremamente utile per chi vuole avvicinarsi al mondo dello spettacolo

 

Teatro Dafne

Via Mar Rosso 327
00122 Ostia Lido (Roma)

Tel. 065667824

335.7518414

teatrodafne@gmail.com

 

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